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Leggende

Merlino

Si narra che Merlino l'incantatore sia figlio di una principessa e un demone che una notte le si manifestò sotto forma di incubo, del quale egli ereditò gli enormi poteri ma non la malvagità.
Fin da piccolo egli dimostrò le sue doti.
Amava presentarsi agli amici sotto le forme più diverse...

In quel periodo il regnante Vortigen stava tentando di costruire una torre per difendersi dalle armate del vero re, Uther Pendragon, cui aveva usurpato il trono; ma, puntualmente ogni notte, la torre crollava.
I maghi di corte, per sbarazzarsi dello scomodo Merlino, convinsero Vortigen che per rendere solide le fondamenta della fortezza era necessario il sangue di un ragazzo nato senza padre.
Quando Merlino fu chiamato alla corte di Vortigen, sentenziò che la torre crollava perchè sotto le fondamenta dormivano due draghi.
Il re fece scavare per controllare: i due draghi dormienti si svegliarono e combattendo si uccisero l'un l'altro.
Secondo Merlino lo scontro fra i draghi profetizzava la sconfitta e la morte di Vortigen all'arrivo del vero re.

Così fu.
Uther Pendragon, riconquistato il trono, fece del mago il suo consigliere. Diede una festa per conoscere il suo popolo e i suoi alleati; tra questi, il duca di Cornovaglia, Gorlois, e la giovane moglie Ygraine, di cui egli si innamorò perdutamente.
I due sposi ripartirono subito per il loro castello per evitare uno scandalo.
Ma Uther, che non si dava pace, invocò l'aiuto della magia di Merlino e sotto le sembianze di Gorlois si presentò a Ygraine per passare una notte d'amore con lei.
Quella stessa notte Gorlois morì in battaglia e i due poterono successivamente sposarsi.
Ma dalla loro passione "proibita" nacque Artù.
Il bimbo fu affidato a Merlino che lo nascose fino alla morte del padre. Allora Artù rivendicò il trono di Cornovaglia e fece di Merlino "profeta del re".

Il mago, quando non prestava il suo servizio, si assentava dalla corte di Artù per vivere in Bretagna, nella foresta di Brocéliande.
Fu alla fontana di Barenton, suo luogo prediletto di meditazione che incontrò Viviana, la "dama del lago", nata nel castello di Comper.
Questa volta fu lui ad innamorarsi; le donò un castello incantato, le svelò i suoi segreti, le formule delle sue pozioni, i suoi incantesimi, fino ad insegnarle il più importante: come rinchiudere un uomo in una prigione invisibile per l'eternità.
Non sapeva che, per amore, aveva perso tutto. Quando si fu addormentato, Viviana lo imprigionò per l'eternità in una bolla d'aria.

Bertrand Du Guesclin

Siamo all'inizio del XIV secolo.
Nasce vicino a Dinan Bertrand De Guesclin, che mostra fin da giovane la sua attitudine battagliera e rude e la sua forza fisica; il suo destino di valoroso soldato è già chiaro: si distinguerà nella guerra contro l'Inghilterra.
Du Guesclin si mette al servizio del re di Francia (servizio che onorerà per più di venti anni) dopo la presa di Rennes.
Grazie alla sua tattica di costituire una rete di roccaforti riuscirà a cacciare e arginare gli inglesi su quasi tutto il territorio francese.
Con pochi uomini difende strenuamente Dinan contro l'armata inglese.
Le sue vittorie gli valsero titoli e onore.
La leggenda riguarda la sua morte: il 13 luglio 1380 Du Guesclin muore in Auvergne, ma la sua volontà di essere seppellito a Dinan viene rispettata e il corpo trasportato verso la città natale.
A causa del gran caldo viene imbalsamato a Le Puy, e le sue interiora seppellite.
A Montferrand, essendo insufficiente l'imbalsamatura, le sue carni vengono fatte bollire per staccarle dallo scheletro, e qui sepolte.
A Le Mans lo scheletro viene affidato ad una guardia reale, che esegue l'ordine di portare i resti a St. Denis, accanto ai re di Francia.
Solamente il cuore arriva a Dinan.

La città d'Ys

Il re Gradlon di Cornovaglia aveva un'unica figlia di nome Dahut, bellissima, che adorava.
Un giorno Dahut gli chiese di costruire per lei una città in riva al mare.
Gradlon edificò così la meravigliosa città di Ys, collocata nella baia di Douarnenez.
La città era costruita tanto in basso che sembrava uscisse dal mare ed era protetta dalle tempeste da una grandiosa diga con un'unica porta, le cui chiavi erano custodite dal solo re; egli ne apriva le porte solo per permettere agli abitanti di andare a pesca.
Ma la giovane Dahut si annoiava e trasformò la città in un luogo di divertimento e dissipazione.
La bella ragazza riceveva ogni notte un amante con il viso coperto da una maschera di seta. Il mattino seguente la seta si trasformava in acciaio, soffocandolo. Il corpo veniva gettato nell'oceano.

Un mattino si presentò alla porta un affascinante giovane vestito di rosso, di cui Dahut si innamorò a prima vista.
L'uomo (che era in realtà il diavolo venuto a punire la città peccaminosa) chiese alla ragazza le chiavi della diga. Ella, per amore, disobbedì al padre rubandogli le chiavi nel sonno e le consegnò al giovane.
Egli aprì la porta della diga. Si scatenò una tremenda tempesta
e un'onda enorme, più alta di una montagna, si abbattè su Ys e tutti gli abitanti morirono annegati.
Solo Gradlon, avvertito da Saint Guénolé, riuscì a mettersi in fuga, portando con sè la figlia, implorante pietà.
Ma per il cavallo Morvarc'h il peso era troppo e Gradlon, su ordine del santo, fu costretto ad abbandonare Dahut. Cavalcò per tutta la notte e si fermò per fondare una nuova città, dove visse per tutta il resto della vita:Quimper.
Alla sua morte costuirono una statua che lo ritraeva a cavallo, che si può vedere ancora oggi in cima alla facciata della cattedrale della città, tra le due torri.

Di Dahut si dice sia diventata una sirena che si fa vedere nelle notti di luna piena.
Pare che i pescatori di Douarnenez, quando il mare è molto calmo, riescano ancora oggi a sentire il suono delle campane di Ys.

Gli allineamenti megalitici di Carnac

Papa Cornelio (bretone) rimase sul trono pontificio dal 251 al 253, quando venne cacciato dal nuovo imperatore.
Fino a questo punto è Storia.
E qui comincia la leggenda.
Nel 253 Cornelio venne a sapere che alcuni cittadini romani facevano correre su di lui voci calunniose, e che l'imperatore voleva esiliarlo. Sapeva che in un caso come questo i soldati romani non avrebbero perso l'occasione per torturarlo. Così decise di mettere le mani avnti e fuggì da Roma in compagnia di due buoi, che gli sarebbero serviti per portare i bagagli e trasportatlo quando era affaticato.
Mentre valicava le Alpi una marmotta attirò la sua attenzione fischiando. Era un angelo che lo avvertiva che un'armata di romani era al suo inseguimento.
Cornelio attraversò velocemente tutta la Francia e arrivò in Bretagna. A Carnac vide in un campo alcuni contadini intenti a seminare avena. Disse loro che voleve fare un miracolo (era un santo), e che la semenza sarebbe stata pronta da cogliere l'indomani.
I contadini, non aspendo se fosse matto o altro, non risposero.
L'indomani quando si recarono nel campo trovarono l'avena pronta da cogliere.
Nel frattempo i romani erano giunti a Carnac, e domandarono proprio a loro se avessero visto passare un uomo con due buoi, e quando.
I contadini risposero di sì, quando avevano seminato l'avena.
l'armata romana decise allora di non proseguire perchè il fuggitivo aveva troppo vantaggio e di accamparsi per la notte.
Cornelio li osservava da poco lontano.
Al risveglio vide i soldati disporsi in lunghe colonne per setacciare la zona e cercarlo. Stese le braccia e pronunciò una formula in latino, trasformando tutti i soldati in pietre.
In pietre-lunghe, men-hir, in Bretone.
Ecco perchè gli allineamenti megalitici di Carnac hanno l'aspetto di un'armata di pietre in fila pronta a marciare.

L'Ankou

Nella tradizione folcloristica bretone, l'Ankou, la morte, è rappresentata sotto forma di figura scheletrica, oppure di figura misteriosa con un largo cappello che gli copre il volto, in entrambe i casi con una falce in mano.
L'Ankou è "posseduta" per un anno dall'anima dell'ultimo morto in ogni parrocchia. Durante questo periodo, è suo compito perlustrare la città di notte alla ricerca di vittime da portare con sé nell'aldilà. Viaggia su un carro (karrig an Ankou) cigolante trainato da due cavalli, Anken e Ankoun. Il primo è bianco, magro e malfermo sulle gambe e il suo nome significa "dolore". Ankoun è nero, florido e dal manto lucente e il suo nome significa "oblio".
L'Ankou ha due aiutanti incappucciati: uno regge le briglie dei cavalli e l'altro raccoglie i corpi dei cadaveri e li acrica sul carro. E' compito del secondo aiutante anche aprire i cancelli e le porte degli sfortunati che sentono il cigolio del karrig an Ankou; a questo proposito, sembra che l'Ankou carichi delle pesanti pietre affinchè il cigolio del suo carretto sia più forte...

Tratto dalla guida Lonely Planet

I Korrigans

I Korrigans bretoni sono l'equivalente dei leprechaun irlandesi, il piccolo popolo che vive per lo più sotto terra e compie birbonate a danno degli esseri umani. Sono piccoli esseri protettori della natura.
Solitamente vengono desritti come piccoli folletti con grandi teste e facce brutte e rugose. Nonostante le loro dimensioni minute, possiedono una forza e un' agilità straordinarie, e a dispetto della loro bruttezza sono fieri del loro aspetto e indossano volentieri i vestiti "buoni" per le loro feste che durano tutta la notte.
I korrigans provano piacere nel causare ogni tipo di problema agli umani con cui sono a contatto, pechè li ritengono responsabili di averli cacciati dai luoghi in cui vivevano in origine. Così si intoducono di notte nelle stalle per liberare gli animali, rovesciano i bdoni pieni di latte, fanno cadere le mele dagli alberi e arrivano addirittura ad arare interi campi di grano maturo. Sulle imbarcazioni abbattono le vele bruscamente e si buttano sui marinai per tirar loro le orecchie.
Se una ragazza che rientra a casa da sola di notte sente un bacio sul collo, anche questa è opera di un korrigan. La cosa peggiore è che rapiscono i bambini lasciati incustoditi nella culla e li scambiano con la loro prole.
Si dividono in diverse tribu: i Kornikaned, abitanti dei boschi, i Korils, abitanti delle pianure, i Poulpikans, abitanti degli stagni e dei laghetti e i Teuz, folletti domestici, che vivono nelle case o nei dintorni.
Si dice che Carnac, con i suoi allineamenti, sia la capitale del reame Korrigan e che la più importante colonia di Korrigans abiti nelle profondità sotterranee di questo luogo magico.

Approfondimenti:


La bandiera bretone, chiamata gwenn ha du (bianco e nero) è composta di nove strisce orizzontali , cinque nere e quattro bianche, che rappresentano gli antichi episcopati: cinque della Haute Bretagne e quattro della basse Bretagne.
Nell''angolo superiore sinistro ci sono 12 ermellini stilizzati, simbolo contenuto nello stemma dell'antico ducato di Bretagna.